PALIO: Francesca D’Ambruoso sarà Isabella di Capua!

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Francesca D’Ambruoso vestirà il ruolo della Principessa Isabella di Capua, protagonista indiscussa del Corteo Storico di Mola di Bari che apre ufficialmente la settimana dedicata al Palio dei Capatosta. Già Caterina nel Corteo Storico del 2014, Francesca rivestirà l’importante incarico già vissuto da Graziana Berardi (2012), da Marilena Palattella (2013) e da Angela Conenna (2014).

LA STORIA

Isabella era la primogenita di Ferrante di Capua, duca di Termoli e Antonicca del Balzo; il matrimonio di Isabella con don Ferrante Gonzaga aveva riunito: lo Stato feudale confiscato al ribelle Alberico Carafa (che comprende il ducato di Ariano, la Contea di Marigliano, Volturara e Castelvetere in Capitanata, Monteleone, Baselice e Cercemaggiore) e i feudi di Casa Selvatica e Rocchetta in Principato d’Ultra, il Casale di Porcarino, concessi a Ferrante da Carlo V per il servizio reso alla corona ed il valore dimostrato combattendo, con i possedimenti appartenenti ad Isabella, che dal padre eredita il Principato di Molfetta, il contado di Giovinazzo in Terra di Bari, Campobasso, Contea e i feudi di Campi Semalcone, San Giovanni del Golfo, Gambacorta, Ripalibottone, Campolieto. A questi si aggiunsero, nel 1549, i feudi ereditati da Isabella dalla madre in Terra d’Otranto.

La Principessa era una donna adulata da poeti e letterati che le dedicarono madrigali e poemetti, di tipico gusto rinascimentale, che decantano tanto la sua bellezza quanto le virtù morali.

Il 26 maggio del 1549 la Principessa partì per un  viaggio, da Napoli a Leuca, che aveva lo scopo politico-istituzionale di visitare le nuove proprietà ereditate dalla madre, valutare lo stato delle terre concesse da Carlo V a Ferrante, suo marito, ed entrare in contatto con la gente che li abitava. Il viaggio prevedeva  trentanove tappe durante le quali la Principessa fu ospitata in nobili palazzi, in ville, in sedi vescovili e in castelli. La accompagnava, in qualità di segretario, il letterato senese Luca Contile, il quale svolgeva di solito compiti di segretario delle corti principesche ed aveva in quel viaggio l’onere di riferire a Ferrante Gonzaga la cronaca dei fatti più rimarchevoli.

Contile, nelle sue lettere a Ferrante, riferisce l’entusiasmante calore con cui, popolo e nobili, accoglievano la Principessa, le dedicavano cortei e parate sia all’arrivo, sia al congedo.

Tra le accoglienze più ossequiose e riverenti della nobiltà feudale pugliese si pone quella della famiglia Toraldo: Gaspare III, Marchese di Polignano e signore di Mola; Brianna Carafa della Stradera, sua madre; Porzia e Caterina, le sue sorelle.

Luca Contile, nella sua lettera a Ferrante, descrive le finte imboscate e i finti combattimenti che sorpresero la Principessa prima del suo ingresso in Mola, le salve di artiglieria e le girandole che all’appressarsi di Isabella “gittarono fuoco”, gli archi trionfali e le iscrizioni latine che avevano modificato l’immagine della città; apprezza il gesto del giovane Marchese che, dal suo castellano Camillo Orlandini, fa presentare le chiavi della fortezza alla signora si sofferma anche sulla descrizione della fortezza a due piani, voluta da Carlo d’Angiò e modificata per volontà di Carlo V, che ne fece il meglio dell’architettura militare del meridione.

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