Il discorso completo del Capitano del Palio in occasione della Messa di apertura dell’anno contradaiolo.

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“Carissimi,
questa sera, in concomitanza con la festa liturgica del nostro Patrono San Michele Arcangelo, inizia un nuovo appuntamento che ci vedrà uniti nella Fede. Da quest’oggi, grazie al prezioso consiglio di Don Mimì e di Don Mario che ringrazio per la consueta disponibiità, questo momento sarà itinerante. La Messa di apertura dell’anno contradaiolo toccherà tutte le chiese di Mola sulla base della Contrada che vincerà il Palio. E così ci ritroveremo tutti assieme, in ogni angolo di Mola a condividere questo momento speciale, pronti a ripartire per lavorare sul territorio, per il territorio, per coinvolgere sempre più molesi e far capire loro che ognuno di essi è contradaiolo, ognuno di noi fa parte di una Contrada, e che queste sei grandi famiglie, se diventano sempre più numerose, possono davvero cambiare le sorti della nostra realtà. Cambiano se siamo disposti a far crescere i più piccoli con questa nuova mentalità, con questo nuovo modo di essere molesi. Perché essere contradaioli significa vivere il territorio, le proprie chiese, i propri vicini di casa con maggiore attenzione e desiderare il meglio per ognuno di questi aspetti. Questo senso di appartenenza ci porterà nuovamente ad interessarci all’altro, ai suoi bisogni, alle sue necessità, partendo da noi, da una rivoluzione interiore che ci spinga a cambiare a qualsiasi età. Lavoreremo affinchè nelle stradine della Terra, della Stella e del Fuoco le famiglie in evidente difficoltà non siano più invisibili, opereremo nelle abitazioni Del Giglio, del Drago e della Noria affinchè possiamo conoscere i nostri condomini. E ci renderemo conto che non saremo solo Sport ma anche Cultura e Solidarietà. Impareremo, io in primis, a stare insieme in una società che invece ci vuole soli contro tutti, soli contro le nostre preoccupazioni, soli in una società di solitudini. Questo Palio, queste Contrade ci chiamano a reagire. Non siamo soli, non siamo nati soli. E mi piace che questo messaggio venga trasmesso proprio nella parrocchia, nella chiesa che racconta una bellissima parte della mia infanzia e del mio rapporto con Dio. Con Lui, non siamo soli. Lui ci vuole assieme agli altri, a discutere, anche a litigare se necessario, ma ancor più a riscoprire la bellezza della Pace.
I colori delle nostre maglie, delle nostre bandiere, non possono, non devono che essere messaggeri di positività! La competizione che vi anima sia sempre orientata al miglioramento e mai allo scontro. Guardatevi, ammirate chi fa meglio di voi, correte in soccorso di chi sta peggio, aspirate all’eccellenza. Siate accoglienti, sappiate prendervi cura dei vostri luoghi, siate vigili e spronate i nostri amministratori ad intervenire laddove necessario. Siate rappresentanti veri, con il rispetto del mandato ricevuto e lavorate per l’unità. L’impegno di tutti è necessario ai fini dell’unità di ogni Contrada. E’ un principio francescano che trovo sacrosanto e che deve spingerci all’impegno non solo per noi stessi ma per preservare l’armonia del gruppo di lavoro.
Auguri a tutti voi per questo inizio di anno contradaiolo, ci aspetteranno le stesse sfide ma emozioni nuove ed intense ed i nostri bambini cresceranno con il ricordo di esse. Siate portatori del vero cambiamento molese, nel calore, nel colore.”

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