STELLA: Quale futuro per la Contrada? Intervista al Capitano uscente Lucrezia Ruggiero

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La Contrada della Stella, assieme a Drago e Noria, nei prossimi mesi sarà interessata dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo di Contrada. Si voterà per eleggere il nuovo Capitano (o riconfermare l’attuale) ed i nuovi Consiglieri. Nel frattempo abbiamo fatto qualche domanda a Capitan Stella, Lucrezia Ruggiero che è giunta, dopo quattro anni, al termine del suo mandato.

Lucrezia Ruggiero, Capitano della Contrada della Stella dal 2011, ci faresti un bilancio di questi quattro anni di guida della Contrada?

Sembra ieri quando è iniziato tutto e son già passati quattro anni. Personalmente mi sono buttata a capofitto in questo progetto senza forse all’inizio neanche rendermi  conto della maestosità dello stesso in termini di emozioni e sensazioni d’animo. Pensare alla mia figura di Capitano mi fa immediatamente sorridere perchè risuonano alle mie orecchie espressioni come :”Capità!”…..”ti conosco, tu sei Capitan Stella”…”Capitano, leggi tu che mi vergogno”…e ad essi associati volti di bambini sorpresi e al tempo stesso orgogliosi di essere vicini a me. Una Contrada nata in sordina e sicuramente non ancora esplosa nel suo splendore, ma che ha tante qualità ancora celate dietro ad una ‘timidezza sociale’. Si, la definisco così, “timidezza sociale”, quella paura di mettersi in gioco per esprimere appieno le proprie idee, le proprie impressioni. Forse abbandonarsi un po’, lasciando che l’entusiasmo possa prendere il sopravvento è l’impresa più ardua che ho visto intraprendere in questi quattro anni. C’è chi questa impresa è riuscita a portarla a termine e a mostrare fiero una maglia, simbolo di appartenenza ad un gruppo di lavoro, ad una famiglia, ad un nucleo di persone che magari non si conoscono ma che possono condividere un obiettivo comune che è quello di socializzare e intensificare i rapporti prima ancora di vincere il Palione.

Ci descriveresti gli aspetti positivi e negativi incontrati durante la tua amministrazione?

Cosa c’è di più bello di un abbraccio dopo una sconfitta, un abbraccio carico di rabbia, emozione, sentimento, rammarico, paura del giudizio altrui? Quell’abbraccio che scalda, conforta e rasserena. Questa è l’immagine che porto dentro di me, frutto di un lavoro che è mirato alla soddisfazione e fierezza di chi tifa per te. Di contro si potrebbe pensare che tutto questo non lo si deve certo per forza andarlo a trovare partecipando alla vita di Contrada e al Palio dei Capatosta! Ma perchè precludersi emozioni aggiuntive che arricchiscono la vita di ognuno di noi? C’è chi parla di spreco di energie, chi rimprovera il nostro esserci presentati con una maglia che rappresenta e incarna un senso di territorialità inesistente, ma a parer mio sono solo giochi di parole per opacizzare qualcosa che inizia a brillare di luce propria. Ogni percorso ha i suoi ostacoli e uno di questi è la chiusura mentale che dilaga spesso in questo paese che per altri aspetti è all’avanguardia.

Cosa è necessario essere/avere per candidarsi a Capitano di Contrada?

Non vi è una dote specifica ma un cocktail di qualità che a seconda delle proporzioni rende ogni Capitano unico. Brio, energia, pazienza, diplomazia e soprattutto coscienza di quello che si fa, consapevolezza che questo è un ruolo di responsabilità. Non ci si può esimere da critiche continue, eppure si deve andare sempre avanti per il bene di chi rappresentiamo. I primi spettatori e adulatori sono i bambini e quindi la figura di Capitano è per loro l’esempio di rettitudine e compostezza.

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E, secondo te, per essere Consiglieri di Contrada?

La figura del Consigliere di Contrada è forse la figura più importante in un Direttivo, come  le figure di vice Capitano, Responsabile Sportivo e Responsabile Artistico. Il Consigliere è colui che filtra, che arriva laddove il Capitano non riesce a giungere, coadiuva il lavoro dei contradaioli. Un Capitano non sarebbe nessuno senza i suoi Consiglieri ed è per questo che diventare Consigliere significa prendere un impegno serio e costante, più ci si adopera individualmente, più l’unione di intenti sarà vincente. Non è un lavoro facile, le insidie e le difficoltà sono sempre dietro l’angolo e quando si pensa di aver raggiunto la stabilità allora c’è quell’elemento disturbatore che destabilizza e la fatica si raddoppia. Il mio Direttivo è stato messo alla prova tante volte e rialzarsi con uno spirito nuovo e più competitivo non è stato facile.

La Stella è ben presente nell’Albo d’Argento: Campioni nel 2011 e nel 2012. Campioni Under 16 nel 2013 e nel 2014. Una Contrada calcisticamente molto forte?

Sicuramente dal punto di vista calcistico la forza atletica si fa sentire, stessa forza che mi auguro possa essere sempre più presente nelle altre discipline atletiche del Palio. La storia delle nostre Vittorie nasce da una preparazione fisica di base preesistente al Palio, ma che si è accresciuta con i colori della Contrada. La squadra over 18 è stata un bacino di importanti attivisti di Contrada che hanno sposato la magia del Palio.

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Parliamo di Palio: 4° posto nel 2011 e nel 2012, 3° posto nel 2013, ultimo posto nel 2014. Cosa è successo?

La Stella è una Contrada ancora giovane, nonostante siano passati 4 anni, una Contrada con varie difficoltà nel reclutamento degli atleti e soprattutto colpita negli ultimi anni da defezioni dell’ultimo minuto. Ogni Contrada ha la sua strategia, sa su quali gare poter primeggiare e su quali essere debole. Anche noi abbiamo avuto sempre ben chiaro il quadro atletico della Contrada e nonostante gli sforzi non siamo riusciti a vincere il Palione. Quest’anno la contrada ha visto atleti nuovi, alla prima esperienza in varie gare, atleti che ci hanno messo cuore, impegno e devozione negli allenamenti, atleti che si sono emozionati e che hanno lottato sino alla fine tra infortuni e piccoli problemi fisici. Ma questo è stato proprio l’anno più emozionante, l’anno in cui nessuno ha pensato alla sconfitta ma solo alla fine di un percorso insieme durato un anno. L’anno degli abbracci carichi di significato, l’anno della voglia di stare insieme, l’anno dell’ennesima non partecipazione alla gara di nuoto che ci ha feriti nell’animo. E’ stato un anno di sentimenti contrastanti, di emozioni forti, di maglie indossate con fierezza. Beh se questo significa fare l’ultimo posto, allora lo farei altre mille volte, perchè la Vittoria è la coltivazione di rapporti nuovi nati dal niente. La sento come sconfitta atletica ma non come sconfitta morale.

Che Contrada è la Stella? Ti sei fatta un’idea sociale di questa porzione di Mola?

La Stella è una Contrada un po’ atipica, schiva, intimorita da un evento sociale che sta diventando sempre più importante. Un target sicuramente di età medio alta, il chè non facilita molto l’integrazione. C’è un cammino ancora lungo da fare per valorizzare appieno il nostro territorio e per far si che quel qualcuno in più possa avere la voglia di mettersi in gioco. Si, perché non dobbiamo dimenticare che alla base di tutto c’è il puro gioco.

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Quali differenze riscontri rispetto a Contrade simili alla tua come la Terra ed il Fuoco?

Non ci sono differenze sostanziali per quanto concerne l’aspetto organizzativo e di Contrada. Io noto forse più una forza atletica della Terra nettamente in aumento e la dimostrazione è stato il secondo posto nel Paio 2014. La differenza di una Contrada rispetto ad un’altra la fanno solo i contradaioli: più sono attivi e più i ruoli e le competenze si dividono e la fatica si alleggerisce.

Quale sarà il futuro della Stella? Cosa vorresti?

Il futuro della Stella? Portare in campo i disfattisti, far vivere loro le emozioni che un corteo di bambini e adulti (che tornano bambini) può dare. Avere una sede di Contrada in modo da poter organizzare incontri educativi e organizzativi e soprattutto vorrei che la mia Stella vincesse il Palione perchè ogni duro lavoro va ricompensato…e quale ricompensa più bella di questa!

Ci piacerebbe leggere le tue emozioni di Capitano: ci sono episodi in particolare che vuoi raccontarci?

Ce ne sono tanti. Dalle improvvisazioni in Chiesa dinanzi a bambini curiosi sul significato di ‘’Contrada’’ alle corse da lavoro per partecipare agli allenamenti, dal Torneo D’Argento al Torrione, passando per la corsa nei sacchi. Tanti episodi li porterò nel mio cuore gelosamente per sempre perchè mi hanno segnata, mi hanno accresciuta, mi hanno formata. Non dimenticherò facilmente uno dei gesti più semplici ma significativi che possano esistere: l’abbraccio…simbolo di pace, sintonia, affetto reciproco, protezione, sentimento. La Contrada è questo per me. ‘’Un sorriso fa fare il doppio della strada di un brontolio. Un colpetto sulla spalla è uno stimolo più efficace di una puntura di spillo’’.

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Parrocchia di Loreto: hai avuto contatti prima con Don Pasquale Zecchini ed ora con Don Vincenzo Gentile…quali sono i rapporti tra Contrada e parrocchia di riferimento?

Non ci sono stati problemi con i parroci con cui ci siamo rapportati. Sin da subito Don Pasquale ha amato questo progetto e a seguire Don Vincenzo che ha sacrificato alle volte impegni personali per renderci felici. E tutta la comunità parrocchiale dovrebbe prendere esempio da loro, vero modello da seguire.

Festa della Madonna d’Altomare: come l’avete vissuta, quali sono stati i rapporti con il Comitato organizzatore della Festa?

La Festa della Madonna D’Altomare è una festa particolare, molto sentita che ha subìto negli anni momenti di gloria ed altri di assopimento. La Contrada la vive in maniera molto attiva, rendendosi anche partecipe di collaborazioni artistiche per rendere il passaggio della Madonna in processione più accogliente e ricca di atmosfera. Certo,come in ogni collaborazione le difficoltà ci sono state e ci saranno,le incomprensioni e i disguidi, ma tutto va affrontato e superato con maturità.

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Che intenzioni hai in futuro? Ti ricandidi a Capitano, Consigliere o vorresti essere un’attiva contradaiola? Puoi anticiparci qualcosa?

Troppe indiscrezioni…posso solo dire che la Contrada della Stella è nel mio cuore…le emozioni vissute ti stregano… si rimane impigliati in una rete dalle maglie molto strette.

 Vuoi dire qualcosa ai molesi che hai avuto l’onore e l’onere di rappresentare?

 Vorrei lasciarvi con una citazione a cui sono legata…‘’Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento.’’ (Robert Baden-Powell) Quindi, scendete tutti in campo!

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